SIMBOLO DEL MEDIOEVO ABRUZZESE IMMERSO NELLA REGIONE DEI PARCHI

Suggestioni infinite all'ombra delle torri

Una bellezza artistica e paesaggistica che conquista con il suo tessuto urbanistico dal sapore antico immerso in un territorio dalla natura incontaminata.

Sulle pendici delle Montagne del Morrone, a settecento metri d'altitudine, si trova un Borgo che fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia, circondato dall'abbraccio dei monti, che lo riparano dai freddi venti di montagna e nello stesso tempo portano in paese l’acqua purissima delle sorgenti della Majella.

IL BORGO

La meraviglia di questo borgo è subito evidente.
La visione panoramica del vecchio paese dalla località Muscarella, o la visione aerea dalla “curva di Agnese”, da dove sembra snodarsi come un serpente di pietra che s’inoltra nel bosco, introducono in un’altra dimensione.
È come oltrepassare una porta da tempo abbattuta.Chiudere gli occhi e aprirli su una selva di torri, anche se diroccate o mozzate.Pacentro è il tipico borgo capace di offrire infinite suggestioni.

Già nella sua visione d’insieme suscita emozioni, annunciato com’è da lontano dalle torri quadrate del Castello di Cantelmo Candora, il maniero più antico d'Abruzzo, che domina il paese e la Valle Peligna.
La struttura è visitabile e permette di apprezzare questo suggestivo gioiello medievale, offrendo al visitatore quel misto di natura, storia e vita umana, che è tipico dei paesaggi abruzzesi.

La località è un intricato susseguirsi di case e tetti fino alla sommità della collina, che si raccoglie tutt’intorno alla Piazza del Popolo caratterizzata dalla monumentale fontana del Seicento e dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, con la meridiana sul portale.Passeggiare tra i vicoli di Pacentro è senza dubbio un’esperienza piacevole e ricca di stimoli, in quanto le ottime condizioni del centro antico consentono di scoprire luoghi e scorci affascinanti e suggestivi: per ripide scalette e archi e porticati, le antiche case raccolte conservano nella pietra e nei lavori d’intaglio del legno e del ferro battuto i segni della storia, insieme alle splendide facciate dei palazzi nobiliari, con imponenti portali sovrastati dagli stemmi delle famiglie proprietarie, e agl'intricati intarsi dei portali delle belle chiese di quello che è stato per secoli uno dei villaggi più importanti della zona.

Orgoglioso del proprio passato, nel mese di agosto Pacentro organizza la Corsa degli zingari, durante la quale giovani a piedi nudi percorrono un percorso accidentato nel paese e nelle colline circostanti ed il premio non è altro che un taglio di tessuto, a ricordo della povertà del passato e della ricchezza che poteva dare un pezzo di stoffa.
La corsa probabilmente ricorda le prove di arruolamento dei giovani pacentrani ai tempi della cavalleria.
Non solo, ma sempre ad agosto si svolge anche una rievocazione storica denominata proprio “L’arruolamento della gente d’arme” con corteo, figuranti in costume medievale ed eventi a tema.

I PRODOTTI TIPICI

A Pacentro l’artigianato artistico vanta una tradizione secolare e consiste nella lavorazione della pietra bianca della Maiella, delle statuine in terracotta per il presepe, dei filet all’uncinetto e dei costumi femminili abruzzesi.

In particolare, la lavorazione della terracotta – che ha avuto il suo maestro in Peppino Avolio (1883-1962), autore di mammuccje per il presepe che fissavano nell’argilla le fogge, gli ornamenti e i colori di un folclore tra i più interessanti d’Italia – sta riprendendo dopo un periodo di decadenza, grazie a validi artigiani.

L’antica arte dello scalpellino in Abruzzo ha invece prodotto nei secoli i capolavori che si possono ammirare nelle decorazioni di case, chiese e palazzi nei centri storici.

Il borgo è stato inoltre uno dei più importanti e noti centri dell’aquilano per l’abilità e la laboriosità paziente delle sue donne, che filavano e tessevano la seta (i fazzoletti di Pacentro erano già rinomati nel XVIII secolo), il lino e la canapa ed erano maestre nell’arte del ricamo. Ancora oggi splendidi sono i lavori all’uncinetto e di ricamo: bomboniere, centri, copriletti, tovaglie, ecc.

La pastorizia ha prodotto sostentamento artigianale, cultura della conservazione dei valori poveri e popolari e piatti tipici semplici e tradizionali, come la tipica polta: zuppa di cavoli, patate e fagioli.

I DINTORNI

Il borgo è immerso nel Parco Nazionale della Maiella (link) e ne è il cuore. Lo testimoniano i boschi e le faggete che lo circondano e le meravigliose escursioni (link) e passeggiate naturalistiche organizzate nella zona. È un vero eldorado per i naturalisti!

A pochi chilometri c’è la stazione turistica di Campo di Giove. Da Passo San Leonardo, ci si può cimentare nella lunga escursione verso la vetta del monte Amaro a 2795 metri e, sempre vicino, gli escursionisti possono camminare negli infiniti sentieri del monte Mileto, tra rocce aguzze, boschi di faggi, panorami di rara bellezza e prati verdissimi con pecore e cavalli.

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