SIMBOLO DEL MEDIOEVO ABRUZZESE IMMERSO NELLA REGIONE DEI PARCHI

Suggestioni infinite all'ombra delle torri

Una bellezza artistica e paesaggistica che conquista con il suo tessuto urbanistico dal sapore antico immerso in un territorio dalla natura incontaminata.

IL BORGO

La meraviglia di questo borgo è subito evidente.
La visione panoramica del vecchio paese dalla località Muscarella, o la visione aerea dalla “curva di Agnese”, da dove sembra snodarsi come un serpente di pietra che s’inoltra nel bosco, introducono in un’altra dimensione.
È come oltrepassare una porta da tempo abbattuta.Chiudere gli occhi e aprirli su una selva di torri, anche se diroccate o mozzate.Pacentro è il tipico borgo capace di offrire infinite suggestioni.

Già nella sua visione d’insieme suscita emozioni, annunciato com’è da lontano dalle torri quadrate del Castello di Cantelmo - Caldora, il maniero più antico d'Abruzzo, che domina il paese e la Valle Peligna.
La struttura è visitabile e permette di apprezzare questo suggestivo gioiello medievale, offrendo al visitatore quel misto di natura, storia e vita umana, che è tipico dei paesaggi abruzzesi.

La località è un intricato susseguirsi di case e tetti fino alla sommità della collina, che si raccoglie tutt’intorno alla Piazza del Popolo caratterizzata dalla monumentale fontana del Seicento e dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, con la meridiana sul portale.Passeggiare tra i vicoli di Pacentro è senza dubbio un’esperienza piacevole e ricca di stimoli, in quanto le ottime condizioni del centro antico consentono di scoprire luoghi e scorci affascinanti e suggestivi: per ripide scalette e archi e porticati, le antiche case raccolte conservano nella pietra e nei lavori d’intaglio del legno e del ferro battuto i segni della storia, insieme alle splendide facciate dei palazzi nobiliari, con imponenti portali sovrastati dagli stemmi delle famiglie proprietarie, e agl'intricati intarsi dei portali delle belle chiese di quello che è stato per secoli uno dei villaggi più importanti della zona.

Orgoglioso del proprio passato, nella prima domenica di settembre Pacentro organizza la Corsa degli zingari, durante la quale giovani a piedi nudi percorrono un percorso accidentato, partendo dal Colle Ardinghi fino alla Chiesa della Madonna di Loreto. Il premio non è altro che un taglio di tessuto, a ricordo della povertà del passato e della ricchezza che poteva dare un pezzo di stoffa.
La corsa, tra sacro e profano, è legata al culto della Madonna di Loreto ma probabilmente ricorda anche le prove di arruolamento dei giovani pacentrani ai tempi della cavalleria caldoresca o addirittura riti pagani longobardi.

I PRODOTTI TIPICI

A Pacentro l’artigianato artistico vanta una tradizione secolare e consiste nella lavorazione della pietra bianca della Maiella, delle statuine in terracotta per il presepe, dei filet all’uncinetto e dei costumi femminili abruzzesi.

In particolare, la lavorazione della terracotta – che ha avuto il suo maestro in Peppino Avolio (1883-1962), autore di mammuccje per il presepe che fissavano nell’argilla le fogge, gli ornamenti e i colori di un folclore tra i più interessanti d’Italia – sta riprendendo dopo un periodo di decadenza, grazie a validi artigiani.

L’antica arte dello scalpellino in Abruzzo ha invece prodotto nei secoli i capolavori che si possono ammirare nelle decorazioni di case, chiese e palazzi nei centri storici.

Il borgo è stato inoltre uno dei più importanti e noti centri dell’aquilano per l’abilità e la laboriosità paziente delle sue donne, che filavano e tessevano la seta (i fazzoletti di Pacentro erano già rinomati nel XVIII secolo), il lino e la canapa ed erano maestre nell’arte del ricamo. Ancora oggi splendidi sono i lavori all’uncinetto e di ricamo: bomboniere, centri, copriletti, tovaglie, ecc.

La pastorizia ha prodotto sostentamento artigianale, cultura della conservazione dei valori poveri e popolari e piatti tipici semplici e tradizionali, come la tipica polta: zuppa di cavoli, patate e fagioli.

I DINTORNI

Il borgo è immerso nel Parco Nazionale della Maiella (sito web ufficiale) e ne è il cuore. Lo testimoniano i boschi e le faggete che lo circondano e le meravigliose escursioni (Cooperativa Stella Alpina) e passeggiate naturalistiche organizzate nella zona. È un vero eldorado per i naturalisti!

Da Passo San Leonardo (1280 metri slm), ci si può cimentare nella lunga escursione verso la vetta del monte Amaro (2793 metri slm) oppure nei numerosi sentieri segnalati all'interno del Parco.

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